I cambiamenti della quarta rivoluzione industriale

Donald Wich, Amministratore Delegato Messe Frankfurt Italia

Si è svolto in questi giorni il WEF ovvero il Forum Economico Mondiale, un appuntamento sempre molto seguito sia dal mondo politico sia da quello economico. Quest'anno anche a Davos si è parlato di quarta rivoluzione industriale a dimostrazione dell'impatto che essa sta avendo o meglio avrà sull'economia mondiale.

Le aspettative sono molteplici e come tutte le rivoluzioni comporterà cambiamenti, ma anche problemi. Uno dei temi chiave riguarda la stima della perdita di posti di lavoro conseguenti alla presenza pervasiva dell'automazione nelle fabbriche digitali. La valutazione però dovrebbe essere effettuata sul risultato globale, ovvero sul numero di posti di lavoro complessivi che non ho dubbi sarà superiore all'attuale. Se l'automazione toglie, l'automazione da. Come più volte ho avuto modo di ricordare, cambiano le professionalità in gioco, cambia la preparazione e aumentano le competenze richieste.

Tornando a Davos, non sono mancati i dibattiti sull'Internet of Things, una delle aree più affascinanti e di maggior rilievo in termini di business opportunity. Se però guardiamo all'IoT solo dal punto di vista del numero di sensori da installare, il nostro approccio sarebbe indubbiamente miope. La presenza di un crescente numero di punti di rilevamento, comporta automaticamente l'acquisizione, l'analisi, la memorizzazione e la protezione di una quantità enorme di informazioni. Da qui il grande tema dei big data di importanza vitale nella capacità di influenzare i processi decisionali.

Siamo solo all'inizio di questa nuova rivoluzione industriale, ma ne siamo già profondamente affascinati e l'occasione della fiera SPS di maggio sarà una nuova opportunità per capire come il mercato stia evolvendo e come le fabbriche stiano rispondendo a queste nuove e importanti sollecitazioni.