In un’èra in cui in fabbrica sono sempre più protagoniste le macchine appare chiaro che il progettista non debba più porsi solo il problema delle tecnologie da utilizzare per migliorare la performance, ma anche fare in modo che questi strumenti tecnologici siano compatibili rispetto alla dimensione-uomo, intesa sia come spazio fisico occupato nel rapporto uomo-macchina (postazioni di lavoro), sia come processo mentale che regola tale interazione.

Ne abbiamo parlato con Paola Cenni, ergonomo europeo e membro della Commissione Ergonomia dell’UNI, nonché Presidente della sezione Emilia Romagna della Società Italiana di Ergonomia (SIE). “I benefici di una progettazione che tenga conto delle istanze dell’ergonomia spaziano dal perseguire il miglior benessere psicofisico dell’operatore (e quindi la riduzione dei rischi per la salute), fino ad arrivare ad una maggiore sicurezza nell’interazione tra Uomo-Macchina-Attrezzature mediata dal lavoro mentale dell’operatore (ergonomia cognitiva)”.

Ergonomia infatti non è solo corretta allocazione degli spazi a misura d’uomo: esiste anche un’ergonomia cognitiva, legata ai processi mentali dell’uomo. “I processi mentali si attivano di fronte a un’interfaccia che media il rapporto con macchine e strumenti tecnologici. Infatti, a partire da un input sensoriale rilevato attraverso un display, l’uomo elabora le informazioni da trattare, se le rappresenta mentalmente, le memorizza nel breve termine per capire il contesto e recuperare informazioni dalla memoria a lungo termine (già acquisite attraverso la formazione e le esperienze e pregresse).

Successivamente, potrà prendere una decisione sull’azione da compiere in sicurezza. Questo percorso racconta quanto sia importante coinvolgere un ergonomo nella progettazione di un’interfaccia, caratterizzata da input chiari e user-friendly, in grado di favorire la massima compatibilità rispetto all’assetto neuronale e mentale dell’uomo: il tutto ne favorirà la performance consapevole riducendo anche il rischio di commettere errori”.

Tuttavia, nonostante questi evidenti vantaggi, non si è ancora diffusa nelle imprese l’applicazione delle norme tecniche ergonomiche: “Oggi purtroppo prevale ancora una cultura aziendale che, se valuta naturale assolvere gli adempimenti di legge, nutre ancora dubbi e chiede giustificazioni per applicare i principi dell’ergonomia, ritenendola prevalentemente un costo aggiuntivo. Per questo riteniamo importante che ingegneri e designer intraprendano un percorso di formazione ergonomica adeguata e moderna, ad integrazione delle loro competenze specifiche”.

La Società Italiana di Ergonomia

La Società Italiana di Ergonomia (www.societadiergonomia.it) è un’associazione culturale la cui fondazione risale al 1961. Attualmente la SIE è articolata in Sezioni territoriali, impegnate a diffondere l’importanza dell’approccio culturale ed operativo dell’ergonomia sia in ambito aziendale che attraverso il coinvolgimento delle istituzioni locali come Università, Regione, ASL.