Donald Wich, Amministratore Delegato Messe Frankfurt Italia

Da diversi mesi, in particolare dopo la presentazione del Piano del Governo per il rilancio del settore manifatturiero, non mancano le occasioni per parlare di Industria 4.0.

Le angolazioni possibili sono molte. C'è chi si sofferma sugli aspetti tecnologici, chi su quelli organizzativi, e sulle nuove professionalità, io vorrei provare a guardare agli effetti possibili. Il fatto che si vada verso una trasformazione digitale di tutti i processi aziendali, comporta indubbiamente un cambiamento profondo, ma quali saranno i maggiori benefici?

Certamente il livello di competitività e flessibilità delle aziende aumenterà, e permetterà di recuperare il terreno via via perduto nei confronti dei Paesi con basso costo della mano d'opera.

Questo significa una ripartenza degli investimenti in Europa e in Italia e un ritorno di molte fabbriche in patria. Inoltre il time to market si ridurrà notevolmente garantendo un livello di innovazione e di novità dei prodotti che non ha avuto eguali in passato. Basti pensare che un'auto richiedeva almeno 36-48 mesi per venire concepita/progettata e messa in produzione e che ora si sta lavorando per contenere questi tempi in meno di 24 mesi.

Infine non voglio dimenticare i vantaggi che ne deriveranno anche in ambito logistico grazie a una visione integrata della fabbrica. Sono inoltre convinto che la digitalizzazione di tutti i processi aziendali favorirà la crescita delle nostre PMI che oggi soffrono di nanismo e che mancano di strumenti per un monitoraggio attento di tutti i costi di progettazione e produzione.

Non possiamo immaginare che tutti i vantaggi si concretizzino nell'arco di pochi mesi, ma l'importante è che oggi le aziende si stiano interrogando sul futuro che le aspetta e stiano immaginando le soluzioni più adatte in termini di tecnologia e processi.