Per il secondo anno la mostra Know how 4.0.

Ancora una volta l’innovazione si colora di “fucsia” a SPS Italia con la seconda edizione della mostra Know how 4.0, leitmotiv dell’integrazione tra le tecnologie dell’automazione tradizionale e il mondo del digitale e della robotica.

Il progetto si concretizza in 30 demo funzionanti che alcuni big dell‘automazione hanno realizzato in collaborazione con i loro clienti: dimostrazioni pratiche di processi produttivi in chiave 4.0.

L‘obiettivo è di creare diversi stimoli per le PMI del manifatturiero, di offrire la possibilità di riflettere sul ruolo che la digitalizzazione e la robotica svolgono nel processo di trasformazione del manifatturiero, e soprattutto creare un luogo dove rilanciare una serie di buone pratiche fortemente legate al principio delle piccole trasformazioni come motore di grandi obiettivi.

Soluzioni applicative

ABB, BALLUFF AUTOMATION , BECKHOFF AUTOMATION, B&R AUTOMAZIONE INDUSTRIALE, BONFIGLIOLI MECHATRONIC DRIVES SOLUTIONS, BOSCH REXROTH, CAMOZZI DIGITAL, ESA AUTOMATION, FESTO, GEFRAN, HEIDENHAIN TALIANA, HILSCHER ITALIA, HOMBERGER, IFM ELECTRONIC, LENZE ITALIA, MITSUBISHI ELECTRIC EUROPE, OMRON ELECTRONICS, PHOENIX CONTACT, PILZ ITALIA, RITTAL, ROCKWELL AUTOMATION, SCHMERSAL ITALIA, SCHNEIDER ELECTRIC, SCHUNK INTEC, SEW-EURODRIVE, SICK, SIEMENS, TIESSE ROBOT, YASKAWA ITALIA.

Aree tematiche

Le aree tematiche in cui il percorso si sviluppa sono robotica, dell’industria digitale e dell’Internet of Things. Delineato un contesto dove macchinari e processi sono sempre più collaborativi ed in grado di autoregolarsi ed apprendere in modo autonomo.

“Forse i sistemi ciberfisici nella loro accezione classica sono ancora una parola enigmatica, ma la realtà sembra essere molto più vicina a noi di quanto pensiamo. La spina dorsale di questa trasformazione è indubbiamente la digitalizzazione sempre più spinta che offre la possibilità di incrementare la percezione sensoriale delle macchine e dei processi attraverso sensori e sistemi di visione sempre più veloci e precisi, ma con un aumento di informazioni che transitano sulle reti di comunicazione e che richiedono un aumentata capacità di elaborazione sia locale che distribuita. Fino ad arrivare a delle proprie pelli virtuali in grado di spingere al massimo l’interazione tra sistemi diversi.”, racconta Giambattista Gruosso, Professore del Politecnico di Milano che coordina il progetto.

Quello che si osserva nell’area è un assaggio di Robot ben integrati nei processi di automazione tanto da usarne gli stessi linguaggi per essere istruiti e programmati, connessi tra di loro o direttamente con il Cloud per raccogliere informazioni ed essere parte attiva del processo produttivo.

Come direttori di orchestra saranno in grado di sincronizzare machine diverse tra di loro, ma anche macchine e uomini per supportarli in lavori pesanti e fortemente ripetitivi e nello stesso tempo guidati dalla mano di questi ultimi nell’abilitarli a lavorazioni sempre più innovative.

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