Farm 4.0, il trattore a biometano che punta tutto sulla tecnologia

Agricoltura: campi, vecchi aratri e cascine distanti anni luce dalla tecnologia? Così non (sempre) è.

L'agricoltura è uno dei settori nei quali l'impatto delle nuove tecnologie può avere gli effetti maggiori. Ne è prova il nuovo prodotto presentato a fine agosto da CNH Industrial alla fiera agricola Farm Progress Show a Decatur nell’Illinois: un trattore che viaggia a biometano, dotato di sistemi di sicurezza connessi, canali di comunicazione con la fattoria e tecnologie per l’agricoltura di precisione.

È il prodotto con cui l’azienda di veicoli industriali intende affermarsi nell’agricoltura 4.0, combinando le necessità di una maggiore efficienza energetica con la riduzione degli sprechi, il riciclo dei rifiuti e una gestione avanzata della coltivazione e delle operazioni in campo.

Alimentato a biometano (in modo che le aziende agricole possano produrre da sé il carburante) questo super-trattore è ricchissimo di tecnologie di ultima generazione, come il controllo vocale, l'integrazione dei dati meteo a bordo, il rilevamento degli ostacoli, l'accesso keyless e molto, molto altro.

La scelta del motore a metano non è casuale

L’obiettivo di CNH è di convincere le imprese agricole a produrre da loro il gas necessario ad alimentare il trattore, attraverso impianti a biomasse in cui riciclare gli scarti produttivi, rifiuti verdi e cibo smaltito dalle grandi catene di supermercati.

Il colosso dei veicoli industriali ha messo a punto un motore che garantisce le stesse prestazioni del comune diesel e può raggiungere una potenza massima di 180 cavalli. A differenza però di un trattore a gasolio, l’ultimo nato di New Holland consente di ridurre dell’80% le emissioni complessive e del 10% quelle di CO2. Dimezzata anche la percentuale di rumore prodotto dagli ingranaggi.

Sebbene CNH abbia insistito sulle potenzialità ecologiche del nuovo motore, il trattore che ha debuttato negli Stati Uniti si distingue anche per una serie di tecnologie avanzate di comando.

Lo smartphone sostituisce la chiave. È lo strumento con cui l’operatore può aprire e chiudere il mezzo, dopo aver effettuato il riconoscimento delle proprie impronte digitali. Inoltre, sempre attraverso lo smartphone si comanda l’accensione del veicolo. Anche in questo, solo dopo aver convalidato la propria identità attraverso le impronte digitali. E dal display del telefonino il conducente può manovrare l’aggancio di rimorchi.

Gli specchietti retrovisori sono stati sostituiti da un sistema di telecamere, che registrano ciò che circonda il trattore a 360 grandi e spediscono le immagini su un display montato sopra il parabrezza. Un’antenna permette di guidare il mezzo tra i filari o le colture, evitando di danneggiarle, ed è stato installato un sistema che riconosce automaticamente gli ostacoli.

Sono i primi elementi di guida autonoma introdotti sul trattore. Un assaggio della futura agricoltura che sarà sempre più robotizzata.

www.cnhindustrial.com

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