Collaborazione sicura tra uomo e robot

Collaborazione sicura tra uomo e robot

Robot&Co è uno dei due filoni tematici nei quali si articola quest'anno l'area Know how 4.0 di SPS Italia (padiglione 4): qui i fari saranno puntati sulle concrete applicazioni della robotica e della robotica collaborativa e sulla loro integrazione con l'automazione.

Tra i protagonisti di questo spazio esperienziale ci sarà una demo messa a punto da Pilz e Kuka che punta a mostrare dal vivo come sia possibile realizzare una fruttuosa collaborazione tra un cobot e un avanzato sistema di sicurezza.

L'applicazione in questione mette in mostra un semplice sistema di pick & place e confezionamento di cioccolatini. In un contenitore sono collocati quattro tipi diversi di cioccolatini; il cobot Kuka ne preleva uno, lo propone a un sistema di visione che ne identifica la tipologia e successivamente lo colloca nella giusta confezione.

Questa operazione è però solo la "scusa" per mostrare al pubblico l'integrazione tra due distinte tecnologie: quella del robot collaborativo, costruito per poter operare a contatto con l'uomo, e quella di SafetyEye, un sistema di visione composto da un PLC di sicurezza e una telecamera 3D montata a soffitto. SafetyEye riconosce la presenza di persone nello spazio d’azione del robot o l’avvenuto accesso in una zona con categoria di sicurezza elevata. I movimenti del robot vengono quindi rallentati o arrestati.

Che ragione c'è di utilizzare un sistema del genere in accoppiata con un cobot?

La risposta è presto detta: se è vero che i robot collaborativi sono costruiti per lavorare a stretto contatto con l'uomo, sono comunque in grado di arrecare danni all'operatore; possono infatti funzionare con diverse velocità e, in qualche caso, portare degli utensili pericolosi. A essere collaborativa e sicura, quindi, deve essere l'intera applicazione. Ecco quindi il motivo per cui è particolarmente utile integrare una tecnologia di sicurezza come quella proposta da Pilz per rendere le operazioni del cobot realmente sicure, riducendone la velocità (o arrestandolo) a seconda della presenza di un operatore nello spazio di lavoro.

L'applicazione proposta è governata in tutte le sue fasi da un PLC di sicurezza Pilz che, oltre a essere il "cervello" del sistema SafetyEye, gestisce anche le altre sicurezze della macchina e si interfaccia con il controllore del cobot.

Di prossima introduzione sul mercato sarà poi un nuovo prodotto di sicurezza Pilz denominato PSENmat: un "tappeto smart", la cui superficie è ricoperta di numerosi transponder, che è in grado di rilevare presenza e posizione di un operatore su una superficie. Il PSENmat renderebbe quindi possibile realizzare un'applicazione come questa utilizzando un tappeto al posto della telecamera 3D a soffitto.

www.pilz.com/it

Articoli correlati

11 SET

Le quattro stagioni dell'automazione

A maggio, a SPS Italia, si è parlato di Smart Factory, di rivoluzione digitale e di automazione avanzata per i processi produttivi all'avanguardia; una vetrina di tecnologie e un laboratorio...

16 DIC

Alstom e Italo svelano il primo veicolo del nuovo Pendolino Italo

Treno progettato e costruito nel sito di produzione Alstom di Savigliano (CN), eccellenza nella produzione di treni ad alta velocità ed esempio di fabbrica 4.0. Dodici Pendolino andranno ad...

28 GIU

E2Forum Lab, sale l’attenzione verso l’esigenza di sicurezza e consapevolezza dei rischi

Cultura sulla consapevolezza dei rischi sismici, sensibilizzare le nuove generazioni, concepire sistemi di monitoraggio e implementare l’utilizzo di tecnologie per migliorare la sicurezza di edifici...