L'intervista a Francesco Manno, Sales Engineer di Lenze Italia
Il motion control è da sempre il cuore dell'offerta Lenze. In che modo l'integrazione tra azionamenti intelligenti, software e connettività sta ridefinendo il concetto stesso di controllo del movimento in una macchina moderna?
Nell’ultimo periodo Lenze ha avviato una profonda trasformazione. Storicamente, l’azienda è sempre stata riconosciuta sul mercato per il suo forte posizionamento tecnologico nel Motion Control. Questa identità viene ulteriormente rafforzata attraverso una chiara strategia di focalizzazione su prodotti e soluzioni Motion, supportata da investimenti molto significativi in R&D.
Per rispondere alle esigenze di una macchina moderna, in grado di soddisfare le richieste di un mercato in evoluzione, sono diversi gli elementi che caratterizzano l’offerta attuale e futura.
Il primo è l’interoperabilità. Le soluzioni Lenze sono sviluppate secondo una filosofia aperta, pensata per garantire la massima integrazione in architetture multi-vendor. Questo approccio sarà sempre più rafforzato, consentendo a OEM ed end user di mantenere piena libertà progettuale e di proteggere gli investimenti nel tempo, evitando lock-in tecnologici.
Il secondo elemento chiave è la semplicità d’uso, che rappresenta uno dei principali driver dei nuovi investimenti in R&D. Dal confronto costante con i clienti emerge chiaramente come la crescente difficoltà nel reperire manutentori e tecnici specializzati renda la semplificazione dei sistemi un fattore critico di successo. Per questo motivo, Lenze progetta soluzioni che riducono la complessità operativa, facilitano la messa in servizio e rendono l’utilizzo quotidiano più intuitivo.
Un ulteriore pilastro strategico è il time to market. In un contesto di forte incertezza geopolitica e di competizione sempre più aggressiva, la rapidità con cui una macchina arriva sul mercato è spesso un elemento decisivo per l’assegnazione delle commesse. In risposta a questa esigenza, le soluzioni che stiamo sviluppando offrono vantaggi significativi nella riduzione dei tempi di engineering e installazione. Un esempio concreto è rappresentato dai template di progettazione aperti per applicazioni robotiche, che permettono di ridurre drasticamente le ore di sviluppo, mantenendo al contempo elevati livelli di personalizzazione e libertà progettuale.
Infine, una crescente attenzione è rivolta alla riduzione degli ingombri, alla maggiore compattezza delle macchine e all’efficienza energetica. Questo si traduce in soluzioni hardware sempre più compatte, pensate per ridurre lo spazio nel quadro elettrico e semplificare l’architettura della macchina. In un periodo come quello attuale, in cui il costo dell’energia rappresenta una forte incognita, Lenze punta in modo sempre più deciso sull’efficienza energetica complessiva del sistema, non limitata al singolo componente. L’obiettivo è consentire a OEM ed end user di ridurre i consumi, migliorare il rendimento dei movimenti e ottenere un impatto concreto su costi operativi e sostenibilità ambientale.
La modularità e la scalabilità sono esigenze sempre più pressanti per i costruttori di macchine italiani. Come rispondete a queste richieste con la vostra piattaforma tecnologica?
Le tecnologie sviluppate da Lenze sono da sempre orientate alla modularità e alla scalabilità, per garantire soluzioni flessibili e riutilizzabili nel tempo. Un esempio concreto è rappresentato dagli inverter i550, progettati con un’architettura in cui, ad eccezione delle Power Unit, tutti gli altri componenti – Control Unit, STO, moduli di diagnostica e morsetti estraibili (per le basse potenze) – sono separati e combinabili. Questa struttura consente di coprire un ampio range di applicazioni, con potenze fino a 130 kW, supportando anche la crescita prestazionale del sistema.
Un ulteriore esempio è la possibilità di trasferire la stessa applicazione da una soluzione da quadro a una soluzione decentrata (da i550 cabinet a i550/i650 Motec). Le versioni decentrate i550/i650 Motec, inoltre, grazie alle interfacce multi-bus, offrono la massima modularità di comunicazione e facilitano l’integrazione in architetture scalabili e multi-vendor.
Lo stesso approccio caratterizza i controllori Lenze, che appartengono a un’unica famiglia tecnologica e non presentano limiti rigidi nel numero di assi gestibili. Un’applicazione sviluppata su un controllore “entry level” può essere riutilizzata su controllori di fascia superiore, semplicemente adeguando l’hardware alle nuove esigenze, senza dover riscrivere il software. In quest’ottica, inoltre, un’applicazione realizzata con il servoazionamento intelligente i950 può essere facilmente trasferita su un controllore Lenze e viceversa, riducendo i tempi di sviluppo e rendendo più sostenibili gli investimenti in engineering.
Quanto pesa oggi il software rispetto all'hardware nella proposta di valore di Lenze, e in che direzione si muove questa evoluzione nei prossimi anni?
Gli investimenti software di Lenze sono orientati allo sviluppo di funzionalità digitali direttamente collegate al Motion Control, evitando un approccio generalista o piattaforme software che coprano l’intero impianto produttivo.
Il focus è su software che estendano le capacità dell’asse e ne migliorino le prestazioni complessive in termini di dinamica, affidabilità e qualità del movimento. Lo sviluppo software è concepito come parte integrante dell’architettura Motion, con un forte allineamento tra firmware dei drive, tool di engineering e logica applicativa. L’obiettivo è fornire strumenti che semplifichino lo sviluppo, la messa in servizio e il riutilizzo delle applicazioni, riducendo il time to market e garantendo al contempo un elevato grado di flessibilità per gli OEM.
Parallelamente, Lenze consente la gestione e la valorizzazione del dato a livello di asse. In particolare, si osserva come la manutenzione predittiva rappresenti un ambito in crescita: il focus è rendere disponibili dati strutturati, affidabili e di qualità, creando una base tecnologica solida per l’analisi avanzata e per l’evoluzione verso nuovi modelli di business, ad esempio quelli legati alla servitizzazione.
I motori ad alta efficienza energetica come quelli di classe IE5 e IE6 sono oggi una risposta concreta alle esigenze di sostenibilità del manifatturiero. Quali vantaggi offrono in termini di consumi e competitività, e come si integrano nella vostra offerta complessiva?
La combinazione tra inverter Lenze della famiglia i500, motori IE5/IE6 e riduttori g500 consente di raggiungere livelli di efficienza di sistema tra i più elevati sul mercato. I motori IE5/IE6 arrivano a efficienze fino al 98%, i riduttori si attestano nella maggior parte dei casi al 96% e gli inverter i500 si collocano intorno al 98%, permettendo di ottimizzare l’intero asse e non solo i singoli componenti.
I motori IE5/IE6, pienamente compatibili dal punto di vista meccanico con le taglie tradizionali, consentono upgrade tecnologici senza impatti sull’architettura della macchina. Grazie al rotore a magneti permanenti e alle funzionalità integrate negli inverter i500, è inoltre possibile realizzare posizionamenti sensorless (eliminando l’encoder fisico), riducendo componenti, complessità e costi, con benefici diretti sull’efficienza dell’intero asse. Un ulteriore elemento distintivo è la coppia di spunto fino al 300%, che consente di gestire applicazioni dinamiche o carichi gravosi evitando il sovradimensionamento. A questo si aggiungono velocità fino a 3720 rpm, una maggiore compattezza (fino a due taglie in meno) e una riduzione del peso rispetto ai motori AC tradizionali.
Infine, l’integrazione con gli inverter decentrati i550/i650 Motec consente la rigenerazione diretta dell’energia in rete, eliminando la resistenza di frenatura e migliorando ulteriormente il bilancio energetico complessivo.
Nel suo insieme, questo approccio riflette chiaramente la direzione strategica di Lenze: massimizzare l’efficienza energetica dell’intero sistema, supportando OEM ed end user con soluzioni sempre più sostenibili, performanti e competitive.
Tag tematici: Manifatturiero SPS Italia
Condividi:

