Con oltre 20 anni di esperienza, di cui 15 ai massimi livelli di sostenibilità nel settore della moda di lusso, dal 2021 dirige le iniziative di sostenibilità e la supervisione della catena di fornitura presso HModa. La sua esperienza spazia dalla gestione strategica della sostenibilità alle pratiche responsabili della catena di fornitura, guidando l'innovazione e l'impatto misurabile nell'ecosistema della moda.
Nel suo ruolo di Chief Sustainability Officer, quali sono state le principali sfide nel redigere il piano strategico di sostenibilità e quali i passi fondamentali per armonizzare le dimensioni ESG?
Redigere un piano strategico di sostenibilità in un contesto dinamico come quello del settore moda lusso B2B presenta diverse sfide. La principale è senza dubbio la centralità nella gestione dei rischi di business, che vanno ben oltre i soli aspetti ESG. Dobbiamo infatti integrare la sostenibilità come fattore trasversale in tutte le funzioni aziendali, dalla pianificazione, alla produzione nonché alla gestione giornaliera. Questo implica un cambio culturale profondo e la necessità di coinvolgere attivamente ogni dipartimento ogni Persona di holding.
Un'altra sfida cruciale è legata al monitoraggio della supply chain e della tracciabilità. Nel nostro settore, la filiera è spesso complessa e frammentata, rendendo difficile avere una visione completa e trasparente. Armonizzare le dimensioni ESG (Environmental, Social, Governance) significa innanzitutto definire KPI chiari e misurabili. Questo ci permette di monitorare i progressi, identificare le aree di miglioramento e rafforzare la fiducia degli stakeholder. I passi fondamentali includono una governance solida, la collaborazione con i fornitori e l'adozione di tecnologie innovative per la tracciabilità, garantendo che i principi di sostenibilità siano integrati in ogni fase operativa.
In che modo la sostenibilità si intreccia con l’innovazione e la formazione e come queste leve possono trasformare il tessuto industriale italiano in chiave più inclusiva e rigenerativa?
Sostenibilità, innovazione e formazione sono pilastri interconnessi per la trasformazione del settore. L'innovazione è il motore che ci consente di sviluppare soluzioni più efficienti e meno impattanti, ad esempio attraverso nuove tecnologie per l'economia circolare o per la riduzione del consumo energetico. La formazione, d'altro canto, è fondamentale per accrescere la consapevolezza e le competenze all'interno delle aziende, permettendo al personale di adottare pratiche più sostenibili e di guidare il cambiamento.
Queste leve sono essenziali per trasformare il tessuto industriale italiano in chiave più inclusiva e rigenerativa. Inclusiva perché la sostenibilità non può prescindere dal benessere delle persone e dalla creazione di pari opportunità, come dimostra anche la nostra recente certificazione UNI PdR 125 sull'uguaglianza di genere, ottenuta proprio quest'anno. Rigenerativa perché punta a superare il concetto di "meno danno" per passare a quello di "generare valore positivo" per l'ambiente e la società. Investendo in innovazione e formazione, le PMI italiane, che rappresentano l'ossatura del nostro sistema produttivo, possono non solo conformarsi alle normative, ma diventare veri e propri leader nella transizione ecologica e sociale, creando valore condiviso per tutti gli stakeholder.
Quale contributo ritiene che la leadership femminile possa dare all’evoluzione del settore in chiave sostenibile, e che messaggio vuole lanciare alle giovani professioniste che si affacciano a questo mondo?
La leadership femminile può offrire un contributo fondamentale all'evoluzione del settore in chiave sostenibile. Studi e dati dimostrano che le donne spesso portano una prospettiva più olistica, empatica e collaborativa, elementi cruciali per affrontare le complesse sfide della sostenibilità e per avere una visione a 360° che permetta di spaziare oltre la propria funzione e includere tutti gli interlocutori necessari. La capacità di creare reti, di promuovere l'inclusione e di adottare un approccio a lungo termine sono qualità che le donne leader possono mettere in campo per guidare il cambiamento verso modelli di business più responsabili.
Alle giovani professioniste che si affacciano a questo mondo, e in particolare alle donne STEM, vorrei lanciare un messaggio di coraggio e determinazione. Questo è un settore in rapida crescita, pieno di opportunità. Negli ultimi anni, stiamo assistendo a una splendida evoluzione: ruoli e professioni che "tradizionalmente" erano appannaggio maschile stanno giovando in modo significativo del contributo di donne brillanti e competenti. La sostenibilità ha bisogno di menti brillanti e motivate, e la vostra energia e visione sono il futuro.
Tag tematici: Innovazione She SPS Italia Sostenibilità
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