L’intervista a Massimo Veronesi, Sales Team Leader di Beckhoff Automation
Avete puntato sulla PC-based automation oltre 40 anni fa. Oggi lo scenario è profondamente cambiato, ma possiamo parlare di “scommessa” vinta?
Direi che non è stata tanto una “scommessa” quanto una scelta che si è dimostrata utile e pragmaticamente valida nel tempo. I concetti alla base della PC-based automation — elaborazione potente, software unico per più funzioni, integrazione con l’IT — hanno risposto a esigenze concrete dei costruttori e degli utilizzatori: flessibilità, scalabilità e una più semplice integrazione nei processi digitali.
Oggi il quadro è cambiato rispetto a 40 anni fa: abbiamo multicore, reti real time molto performanti, cloud, edge computing, machine learning e richieste più stringenti su sicurezza e compliance. In questo contesto la piattaforma PC-based offre vantaggi reali, perché permette di evolvere una macchina via software senza dover riprogettare completamente l’hardware. Questo si traduce spesso in time to market ridotto e costi di aggiornamento inferiori.
I benefici più concreti che vediamo sul campo sono pratici: riduzione del numero di componenti, gestione centralizzata delle logiche, facilità di implementare funzionalità avanzate (vision, motion, analytics) sulla stessa piattaforma, e un’integrazione più diretta con i sistemi di fabbrica e cloud. Settori come packaging, food & beverage, farmaceutico e packaging in Italia apprezzano molto la possibilità di cambiare ricette e formati via software e di raccogliere dati utili al miglioramento continuo.
Non bisogna però trascurare aspetti come la cybersecurity, la robustezza dell’integrazione e la formazione delle persone. Questi elementi determinano il successo delle soluzioni sul campo tanto quanto la scelta tecnologica. Per questo i progetti funzionano quando alla scelta tecnologica si accompagna un percorso pragmatico di engineering, commissioning e supporto operativo.
La scelta della PC-based automation si è dimostrata valida e utile per molte applicazioni e ha permesso di affrontare nuove sfide industriali. Il nostro approccio è da sempre orientato a capire le esigenze concrete del cliente e proporre la soluzione più adatta, non a vendere una tecnologia a prescindere.
In che modo avete integrato l’AI all’interno delle vostre tecnologie?
L’intelligenza artificiale è già oggi una componente concreta della nostra offerta, non più solo una prospettiva futura.
Da molti anni siamo attivi in questa trasformazione, avendo introdotto TwinCAT Machine Learning dentro il nostro real-time nel lontano 2019; a questo abbiamo aggiunto strumenti come TwinCAT CoAgent e TwinCAT PLC++ con i quali integriamo modelli di AI direttamente nell’ambiente di ingegneria, supportando gli sviluppatori nella generazione, ottimizzazione e documentazione del codice. Questo consente di ridurre drasticamente i tempi di sviluppo e aumentare la qualità del software.
Il data agent acquisisce i dati di processo configurati e li trasmette a un servizio di comunicazione o dati specifico nel cloud Microsoft Azure o Amazon Web Services (AWS), oppure invia i dati di processo a un broker di messaggi MQTT o AMQP. Per acquisire i dati di processo sono disponibili sia TwinCAT ADS che lo standard OPC UA IEC con i relativi meccanismi di sicurezza. Ciò garantisce la protezione dei dati fino al controller o al rispettivo dispositivo finale.
Per ridurre il volume di traffico e i costi associati, il data agent supporta meccanismi di campionamento avanzati, come le trasmissioni al variare dei dati.
Il nostro approccio è molto chiaro: non proponiamo l’AI come tecnologia a sé stante, ma come uno strumento integrato che porta valore concreto, migliorando produttività, efficienza e competitività dei nostri clienti. Facciamo nostro il concetto di Physical AI e lo applichiamo ai nostri prodotti in una concezione olistica ed integrata dell’automazione industriale nel suo complesso.
Compattezza, performance e flessibilità sono tre tra i principali “must have” di un costruttore di macchina. In che modo le tecnologie di oggi rispondono a queste esigenze?
Direi che compattezza, performance e flessibilità sono davvero tre parole chiave per qualsiasi costruttore di macchine oggi, e le tecnologie attuali ci permettono di affrontarle in modo molto concreto.
Partiamo dalla compattezza: negli ultimi anni abbiamo visto un’evoluzione importante verso l’elettronica distribuita e soluzioni “cabinet-free”, che riducono drasticamente il quadro elettrico e i cablaggi. Questo significa poter integrare I/O e drive direttamente a bordo macchina o addirittura sul motore, liberando spazio e semplificando l’installazione. In pratica, il costruttore può ottenere layout più snelli e modulari anche con remotazione di più baseplates, con benefici anche in termini di tempi di montaggio e manutenzione.
Ma non solo, la possibilità di effettuare la diagnostica tramite App con semplice lettura di un QR presente su ogni singolo componente, rappresenta un ulteriore vantaggio in termini di risparmio di tempi e costi.
Sul fronte performance, la combinazione di IPC multicore e reti real time come EtherCAT consente di gestire in parallelo PLC, motion, CNC, vision e altre funzioni sulla stessa piattaforma, mantenendo tempi di ciclo ridotti e sincronizzazione precisa tra assi e processi. Questo si traduce in maggiore qualità di produzione e capacità di affrontare lavorazioni complesse senza dover ricorrere a hardware dedicato per ogni funzione.
La flessibilità è forse l’aspetto più strategico oggi. Grazie a un approccio software centrico, possiamo implementare nuove funzioni, cambiare parametri, adattare la macchina a nuovi formati o prodotti semplicemente via software, senza modifiche sostanziali all’hardware. L’apertura verso standard come OPC UA o MQTT facilita inoltre l’integrazione con sistemi MES, ERP o soluzioni cloud, rendendo la macchina parte di un ecosistema produttivo digitale.
Un tempo compattezza, performance e flessibilità erano percepiti come obiettivi in conflitto tra loro: con le tecnologie disponibili oggi, e con un’architettura ben pensata, possono convivere e rafforzarsi a vicenda. Il nostro ruolo è aiutare i costruttori a scegliere e combinare le soluzioni più adatte al loro caso, così che la macchina non sia solo performante, ma anche pronta a evolvere con le esigenze del mercato.
Tag tematici: Interviste e Editoriali
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