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Si avvia finalmente a compimento il lungo percorso che porterà entro qualche settimana alla nascita di otto Competence Center, le strutture pensate per portare avanti progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, parte integrante del piano nazionale Industria 4.0 (poi Impresa 4.0).

I primi progetti a vedere la luce dopo la fase negoziale (in cui sono stati concordati obiettivi e finanziamenti) sono i tre capitanati dall'Università di Bologna, dalle Università del Triveneto e dal Politecnico di Torino.

A breve saranno costituiti i restanti cinque: quello che vede come capofila il Politecnico di Milano, quello promosso dalle Università Federico II di Napoli e dal Politecnico di Bari, quello toscano capitanato dalla Scuola Sant'Anna di Pisa, quello ligure con a capo il CNR di Genova e quello laziale guidato dalla Sapienza di Roma.

Le risorse complessivamente disponibili per la partita sono 73 milioni. Il 65% dei fondi servirà a coprire un massimo del 50% delle spese relative alla fase di start-up dei Competence Center. Il restante 35% (oltre 25 milioni) servirà invece a finanziare i progetti specifici sviluppati dai competence center, fino a un massimo di 200.000 euro per progetto.

BI-REX

Quello emiliano è stato il primo Competence Center a costituirsi. A gestire il progetto è il Consorzio Pubblico-Privato BI-REX (Big Data Innovation & Research EXcellence) che raggruppa in un partenariato pubblico-privato 57 attori tra Università, Centri di Ricerca e Imprese è, infatti, il primo a partire tra gli otto Centri di Competenza selezionati dal MISE.

Il finanziamento ottenuto è di 9,2 milioni di euro, a cui si aggiungono 15 milioni di euro di investimento dei partner privati.

BI-REX porterà avanti oltre trenta progetti collaborativi di innovazione ricerca industriale e sviluppo sperimentale focalizzati principalmente su connettività, automazione, manifattura avanzata e big data su filiere come la meccatronica, l’automotive, il biomedicale, e l’agrifood, tutti settori che vedono l’Emilia Romagna come eccellenza a livello internazionale.

BI-REX sarà un centro di alta specializzazione al servizio delle imprese, soprattutto Pmi, di tutta Italia, per dare assistenza e indirizzo nell’adozione di tecnologie abilitanti. In primis i big data di rilevanza industriale, ma anche la cybersecurity, la manifattura additiva, quella predittiva e la robotica collaborativa, ma anche la formazione suIndustria 4.0 e l’avvio di progetti di innovazione, ricerca industriale e sviluppo sperimentale. 

SMACT

Si chiama SMACT la società consortile per azioni che condurrà il Competence Center del Triveneto. Questo progetto, che ha ottenuto un finanziamento di 7 milioni di euro dal Ministero dello Sviluppo Economico, punterà l’attenzione in particolare su 5 tecnologie, Social, Mobile, Analytics, Cloud e Internet of Things (di qui l’acronimo SMACT) e ha l’obiettivo di favorire le collaborazioni tra il mondo della ricerca e quello dell’impresa.

Quaranta le firme dei soci fondatori di SMACT che sono le 8 università del Triveneto (Padova, Verona, Ca’ Foscari, IUAV, Trento, Bolzano, Udine e SISSA di Trieste), due enti di ricerca (l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e la Fondazione Bruno Kessler), la Camera di Commercio di Padova e 29 aziende private.

L’idea di SMACT è di realizzare veri e propri laboratori, che siano non solo dimostrativi ma centri in cui le tecnologie sviluppate vengono testate per passare dalla prova all’applicazione in azienda.

CIM 4.0

Il Centro di competenza piemontese si chiama Competence Industry Manufacturing 4.0 (CIM 4.0) e ha ricevuto un finanziamento complessivo di 10,5 milioni di euro, cui si aggiungeranno altri finanziamenti da parte delle imprese partecipanti.

La cordata piemontese, centrata sull’Advanced Manifacturing nei settori automotive e aerospazio e capitanata da Politecnico di Torino e Università di Torino unitamente a 24 aziende private, metterà a disposizione delle aziende linee pilota innovative per diverse tecnologie manifatturiere e costituirà un punto di riferimento in tutti gli ambiti ad esse collegati (come Big Data, Internet of Things, robotica, fotonica, cybersecurity, nuovi materiali, efficientamento energetico dei processi), inclusa l’organizzazione del lavoro e della produzione.

In maniera sinergica rispetto alla più ampia iniziativa europea della EIT Manufacturing, nell’ambito della quale a dicembre è stato finanziato il progetto nel quale il Politecnico di Torino è partner insieme a quello di Milano ed a diverse aziende cofondatrici, il Centro di competenza mira a portare lo sviluppo di nuovi prodotti ad un livello di maturazione tecnologica prossimo al mercato, rendendo più rapida per le imprese la transizione verso i nuovi paradigmi produttivi.