Le opportunità del Green New Deal

Se l'interesse dichiarato della politica ai temi ambientali non è certamente una novità, il fatto che il nuovo Governo abbia messo la green economy tra le priorità della sua azione politica è un'opportunità da non sottovalutare, considerando che anche la nuova Commissione Europea remerà nella stessa direzione.

In primo luogo, è interessante che il focus sia stato posto non soltanto sull'aspetto relativo ai prodotti finali (imballaggi, auto ecologiche, consumi etc.), ma anche su come questi prodotti vengono realizzati.

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte ha infatti detto che l'intero sistema produttivo dovrà essere riorientato in chiave green per diventare più sostenibile. Naturalmente, non è un risultato che si possa raggiungere con una legge: come hanno correttamente osservato numerosi industriali è un percorso che richiederà diversi anni, ma che è bene cominci subito con una politica di incentivi mirati

Competitività e sostenibilità

La seconda novità sta nel fatto che il Green New Deal andrà a intrecciarsi con il rilancio del piano Industria 4.0 - Impresa 4.0.

Come ben sappiamo, gli incentivi alle tecnologie abilitanti per la digitalizzazione dei sistemi manifatturieri hanno avuto un impatto molto positivo sugli investimenti privati: nel solo 2017 le agevolazioni hanno movimentato 13,3 miliardi di euro tra acquisti di macchinari, componentistica smart, attrezzature e software industriale. Uno slancio che purtroppo sembrerebbe essersi fermato, un po' a causa dell'incertezza che ha contraddistinto il rinnovo degli incentivi nelle ultime leggi di bilancio, un po' a causa del generale rallentamento dell'economia manifatturiera europea.

In questo scenario, la volontà di confermare gli obiettivi del piano Impresa 4.0, trasformandolo per ampliare la platea dei beneficiari e per offrire agli imprenditori un percorso di medio periodo per orientare le proprie scelte di investimento, è senz'altro condivisibile.

Vale forse la pena di sottolineare che un'industria che investe in innovazione alla ricerca di maggiore competitività è anche intrinsecamente più sostenibile. In una produzione guidata dai dati, i processi sono più efficienti, i consumi minori, la qualità migliore e gli scarti ridotti. Non è poco.

Se le istituzioni sapranno tarare il sistema degli incentivi in chiave premiale per chi, oltre a migliorare il proprio ecosistema, potrà dimostrare di apportare un beneficio anche all'ambiente, l'industria italiana avrà le carte in regola per mirare a un risultato ancora più importante.

La sostenibilità nel DNA di Messe Frankfurt

Per Messe Frankfurt essere sostenibile è un diritto-dovere che consente all'azienda di partecipare attivamente ai piani di protezione del clima dei suoi azionisti, che sono la città di Francoforte e lo stato federale dell'Assia.

Nel quartiere fieristico di Francoforte, che è una piccola città in cui si organizzano eventi 365 giorni all'anno, tutto è pensato per essere sostenibile, dai trasporti alla logistica alla gestione dei rifiuti. Per utilizzare le risorse in maniera efficiente e mantenere standard qualitativi elevati lavoriamo con una mentalità orientata all'ottimizzazione continua.

Abbiamo un sistema di gestione attiva dell'energia che ci consente di abbattere i consumi. E impianti solari che presto potranno produrre fino a 2 GWh di energia elettrica. Dal 2020 il 100% dell'energia elettrica che serve per il quartiere fieristico proverrà da energie rinnovabili.

La green economy è centrale anche in molte delle manifestazioni fieristiche che organizziamo e ospitiamo, sia in quelle espressamente dedicate a questo tema, come ad esempio Waste & Recycling Expo Canada (9-10 ottobre, Toronto), sia nelle manifestazioni dedicate al settore manifatturiero come SPS - Smart Production Solutions (26-28 novembre, Norimberga) e SPS Italia (26-28 maggio 2020, Parma), senza dimenticare Automechanika (8-12 settembre 2020 a Francoforte), dove il tema della mobilità elettrica è assolutamente centrale.

Donald Wich, Amministratore Delegato Messe Frankfurt Italia

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