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Intervista ad Alberta Pelino, Presidente Young Ambassadors Society e CEO Fibi

10 marzo 2026
Intervista ad Alberta Pelino, Presidente Young Ambassadors Society e CEO Fibi

Alberta Pelino è Presidente della Young Ambassadors Society (YAS) e CEO di Fibi.
A 19 anni ha fondato la Young Ambassadors Society, l'associazione che promuove l’empowerment giovanile e gestisce gli engagement group ufficiali dedicati ai giovani dei Vertici G7 e G20. YAS lavora con aziende e istituzioni per offrire ai giovani opportunità per sviluppare competenze e per partecipare ai processi decisionali globali.
Dopo essersi laureata in economia e aver lavorato per diversi anni in finanza a Londra, Alberta ha fondato la start-up fintech Fibi con l'obiettivo di promuovere l’empowerment finanziario delle donne e contribuire a ridurre il financial gender gap, insegnando a gestire i propri soldi ed investire.

Hai partecipato a tavoli decisionali globali: cosa significa davvero “dare una voce ai giovani” in questi contesti?

Per me “dare una voce ai giovani” significa creare spazi reali, non simbolici, in cui possano incidere nei processi decisionali. Con YAS lo facciamo ogni anno, lavorando con istituzioni italiane, organizzazioni internazionali e aziende che credono nel valore del coinvolgimento giovanile. Attraverso i processi Y7/Y20 permettiamo ai giovani di portare proposte direttamente dentro i vertici G7 e G20. Durante la Presidenza italiana del G7 abbiamo coordinato l’intero processo con il supporto dell’Ufficio Sherpa di Palazzo Chigi e del Ministero degli Esteri, coinvolgendo oltre 500 giovani in presenza e più di 10.000 online. Questo ci ha portato non solo a presentare il comunicato finale alla Presidenza G7, ma anche a sedere direttamente ai tavoli delle ministeriali G7, per portare le proposte direttamente ai Ministri dei Paesi G7. Inoltre, grazie allo status consultivo ECOSOC, diamo l’opportunità ai giovani anche di portare le proprie idee direttamente alle principali conferenze ONU, come la Commission on the Status of Women e anche alla COP, la principale conferenza sul clima. Collaboriamo inoltre con il settore privato attraverso partnership che permettono ai giovani di confrontarsi direttamente con CEO e leader su temi quali intelligenza artificiale, futuro del lavoro e sostenibilità. Dare voce ai giovani, in sintesi, significa dotarli di competenze, accesso e legittimità, e portarli dove si decidono le scelte.

Stando a contatto con istituzioni di tutto il mondo, cosa hai imparato sul cambiamento reale?

Ho imparato che il cambiamento reale non è mai un atto isolato: nasce da un ecosistema di competenze, alleanze e opportunità.
Spesso pensiamo solo ai risultati politici finali, ma credo che l'impatto più profondo avvenga molto prima. Tanti e tante giovani che partecipano ai nostri programmi raccontano che queste esperienze li hanno aiutati a capire cosa voler studiare, che percorso seguire e come usare le proprie competenze per avere un impatto nella società. Nei nostri report oltre il 98% dice di aver rafforzato capacità come negoziazione, pensiero critico e lavoro in team, oltre che conoscenze specifiche su temi quali energia e cambiamento climatico, intelligenza artificiale e futuro del lavoro. Ho capito anche che il cambiamento diventa più solido quando nasce da alleanze tra istituzioni, aziende, università e organizzazioni internazionali: noi puntiamo tantissimo su questi tipi di collaborazioni in quanto il cambiamento reale può avvenire solo quando sistemico. Infine, il cambiamento richiede tempo: spesso non si vede subito, ma si costruisce attraverso piccoli passi che, messi insieme, generano trasformazioni nel lungo periodo.

Come vedi la nuova generazione di leader?

Tengo molto a spezzare una lancia a favore dei giovani. Spesso vengono descritti come disinteressati o con poca voglia di impegnarsi, ma, grazie a YAS, ho il privilegio di lavorare ogni giorno con tanti e tante giovani curiose, entusiaste e preparate, capaci non solo di portare idee ma anche di sviluppare progetti concreti e con impatto sociale. Questa generazione ha una sensibilità nuova: è più attenta alla sostenibilità, alla giustizia sociale, alla tecnologia come strumento di inclusione. Con YAS lavoriamo per dare loro strumenti e competenze per essere leader già oggi. Vedo una generazione pronta, che ha bisogno più di fiducia che di permessi, e che può portare un modo diverso di guidare: più collaborativo, consapevole e orientato all’impatto.

Tag tematici: Interviste e Editoriali She SPS Italia

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