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Intelligenza Artificiale, Automazione e cybersecurity nell’industria: opportunità e sfide secondo Siemens Italia

19 maggio 2026
Intelligenza Artificiale, Automazione e cybersecurity nell’industria: opportunità e sfide secondo Siemens Italia

L’intervista a Massimiliano Galli, Digital Transformation Officer di Siemens Italia

Che cos’è l’Industrial AI e perché è un’occasione di crescita anche per le PMI italiane?

L’Industrial AI, o Intelligenza Artificiale Industriale, è l’evoluzione naturale della digitalizzazione dei processi produttivi. Parliamo dell’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale all’industria manifatturiera e infrastrutturale. Non si tratta solo di automazione o di robot più evoluti, ma della possibilità di integrare queste tecnologie lungo tutta la catena del valore: dalla progettazione dei prodotti alla produzione, dalla logistica alla manutenzione, fino al controllo qualità. In pratica, sistemi che imparano dai dati industriali e aiutano le aziende a prendere decisioni migliori, più rapide e più sostenibili.

La sfida di oggi è portare in modo diffuso ed integrato L’ “AI in fabbrica”. Per accelerarne l’adozione, abbiamo bisogno che sia integrata, affidabile e scalabile rendendo macchine ed impianti maggiormente competitivi e flessibili, ed in ultimo in grado di rispondere ad esigenze di mercato sempre più sfidanti. Pensiamo, ad esempio, ad un caso discusso da tempo come la manutenzione predittiva: grazie alle nuove architetture e ad una accresciuta “maturità” in ambito di gestione del dato è possibile in modo semplice e scalabile attuare soluzioni semplici ed efficaci che permettano di anticipare i guasti, ridurre i fermi non pianificati e allungare la vita degli asset. Un altro esempio molto interessante è quello dell’ottimizzazione energetica, oggi tema centrale in ambito produttivo: è oggi possibile gestire consumi e costi mantenendo alte le performance produttive. È un cambio di paradigma: da un approccio reattivo a uno predittivo e, sempre più, proattivo.

Ed è proprio qui che l’Industrial AI diventa un’enorme occasione anche per le PMI italiane. Spesso si pensa che queste tecnologie siano riservate alle grandi multinazionali, ma la realtà è molto diversa. Le soluzioni di oggi sono modulari, scalabili e accessibili: permettono anche a una piccola o media impresa di partire con progetti mirati, ottenere risultati concreti in tempi rapidi e integrare competenze “in house” con soluzioni provenienti da ecosistemi esterni.

In Siemens vediamo l’Industrial AI come un grande alleato delle imprese italiane, uno strumento concreto per innovare, restare competitive e crescere, mantenendo quell’equilibrio unico tra tecnologia, competenza e creatività che da sempre distingue il Made in Italy.

Quali opportunità può offrire l’integrazione tra Automazione Industriale e Industrial AI?

Se l’Automazione Industriale è stata, negli ultimi decenni, il grande motore dell’efficienza produttiva, l’Industrial AI può rappresentare una leva strategica in grado di consolidare o espandere la competitività in ambito industriale. L’automazione ci ha permesso di eseguire attività complesse e ripetitive con precisione e affidabilità straordinarie. L’Industrial AI aggiunge possibilità nuove come la capacità di interpretare i dati generati da queste macchine, di imparare dall’esperienza e di ottimizzare i processi in tempo reale e rappresenta l’evoluzione naturale della digitalizzazione dei processi produttivi.

Il vero salto di paradigma si realizza oggi con la transizione verso la “software defined automation”. In questo scenario, i sistemi di controllo e programmazione Siemens si stanno trasformando in architetture e piattaforme aperte, flessibili e modulari, dove il software diventa, ancor più di oggi, il motore dell’innovazione.
La chiave di questa evoluzione è l’integrazione tra IT e OT: la convergenza tra tecnologie informatiche e operative consente di abbattere le barriere tra mondo digitale e fisico, favorendo la creazione di ambienti produttivi intelligenti e interconnessi grazie ad architetture di edge computing che portano la potenza dell’AI direttamente “on the shop floor”.
Per le PMI italiane, questa rivoluzione apre la strada a una nuova generazione di fabbriche intelligenti: sistemi di produzione auto-ottimizzanti, manutenzione predittiva avanzata, controllo qualità proattivo e personalizzazione spinta diventano accessibili grazie a soluzioni modulari e “plug & play”. L’integrazione IT/OT e l’adozione di edge computing non solo aumentano la competitività, ma rendono sostenibile l’innovazione, proteggendo know-how e continuità produttiva in un contesto di crescente complessità e attenzione alla cyber security.
In sintesi, la software defined automation rappresenta il futuro dell’industria manifatturiera: un ecosistema intelligente, adattivo e sicuro, dove la collaborazione tra uomo, macchina e intelligenza artificiale diventa il vero fattore abilitante per la crescita e l’eccellenza del Made in Italy.

In che modo le imprese possono approcciare il sempre più stringente e complesso tema della cyber security industriale?

La cyber security industriale è diventata un tema centrale per gli OEM e per tutte le imprese che progettano o gestiscono macchine e impianti connessi. Oggi non riguarda solo la protezione tecnica, ma anche la continuità operativa, la competitività e la conformità normativa. Il quadro europeo è sempre più chiaro: NIS2, Regolamento Macchine e Cyber Resilience Act stanno alzando l’attenzione su gestione del rischio, sicurezza del prodotto e protezione lungo l’intero ciclo di vita. Per questo la cyber security va affrontata come una responsabilità concreta lungo tutta la filiera. Il primo passo è avere consapevolezza del proprio perimetro: asset, reti, sistemi di automazione, dati e punti di accesso. Non si può proteggere ciò che non si conosce. Da qui parte un assessment serio, che consente di capire le vulnerabilità e stabilire le priorità di intervento. Dal punto di vista operativo, l’approccio più efficace è multilivello: segmentare la rete OT, limitare gli accessi, proteggere i controllori, cifrare le comunicazioni e gestire in modo rigoroso l’accesso remoto. In pratica significa combinare architettura, tecnologie e procedure, evitando di pensare alla sicurezza come a un singolo prodotto. Un altro punto decisivo riguarda la messa in servizio sicura e il monitoraggio continuo. Oggi servono comunicazioni protette tra i componenti di automazione, controllo degli accessi e strumenti capaci di identificare vulnerabilità, verificare la conformità e supportare decisioni basate sul rischio. In sintesi, la cyber security industriale deve entrare nella quotidianità operativa delle aziende. Il punto, in definitiva, è che la cyber security non va vista come un costo o un adempimento, ma come un investimento sulla resilienza del business. Per le imprese significa proteggere impianti, know-how e continuità produttiva, creando allo stesso tempo le condizioni per innovare in modo sicuro.

www.siemens.it

Tag tematici: Interviste e Editoriali

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