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Intervista a Francesca Stagnaro, Engineering Tech Lead in ICE

8 ottobre 2026
Intervista a Francesca Stagnaro, Engineering Tech Lead in ICE

Francesca Stagnaro è Engineering Tech Lead presso International Copyright Enterprise (ICE), dove guida lo sviluppo di un modulo di una piattaforma SaaS che automatizza parte del processo di distribuzione delle royalty agli autori e compositori.

Ha maturato una profonda esperienza nello sviluppo software sia come system integrator sia come responsabile di team distribuiti che realizzano prodotti SaaS utilizzati a livello globale da milioni di persone, approfondendo nel tempo Big Data e intelligenza artifi ciale applicata alle piattaforme digitali.

Accanto al lavoro, si dedica da anni ad attività di formazione e divulgazione rivolte principalmente a bambini, ragazzi e donne rifugiate con l’obiettivo di rendere il digitale più accessibile e inclusivo.

Quali tecnologie emergenti stanno avendo l’impatto più significativo nei progetti di architettura e sviluppo software che segui come Engineering Tech Lead in ICE, e in che modo il tuo ruolo contribuisce a guidarne l’adozione?

In ICE puntiamo su tecnologie all’avanguardia: in particolare architetture cloud-native su AWS e piattaforme data-lake stanno avendo l’impatto più significativo sui progetti che seguo. Come Engineering Tech Lead guido l’adozione definendo standard e architetture di riferimento e assicurando un equilibrio tra sicurezza, affidabilità e controllo dei costi.

Tuttavia, la tecnologia da sola non basta senza una cultura condivisa. Per questo, una parte fondamentale del mio ruolo consiste nel mettere a disposizione del team la mia esperienza e le mie competenze tecniche, promuovendo attivamente la condivisione del sapere attraverso sessioni di mentorship, code review mirate e la creazione di una documentazione tecnica viva.

Essere una donna in un ruolo tecnico di leadership comporta spesso sfide importanti. Quali competenze ritieni fondamentali per guidare il tuo team in modo effi cace e quali sono state le principali diffi coltà che hai incontrato nel tuo percorso?

Essere una donna in un ruolo tecnico di leadership può essere sfidante: spesso c’è la percezione (a volte reale, a volte amplificata) di dover dimostrare più degli altri. Questo mi ha portato a lavorare su due fronti: da un lato la solidità tecnica e la preparazione, utili a smontare pregiudizi e a dare credibilità alle decisioni; dall’altro la consapevolezza di non trasformare l’asticella in un’auto-pressione costante, riconoscendo quando l’aspettativa più dura è quella che pongo a me stessa. Per guidare il team in modo efficace considero fondamentali sia le hard skills che le soft skills, soprattutto nel creare un ambiente sicuro dove le persone possano esporsi, sperimentare, sbagliare e crescere. Sento la responsabilità di agire come role model: in un settore ancora a prevalenza maschile, voglio dimostrare con i fatti che la leadership tecnica non ha genere. Spero che il mio percorso aiuti a normalizzare la presenza femminile in ruoli apicali, incoraggiando altre donne a intraprendere questa carriera con la consapevolezza che la loro visione è un valore essenziale per l’innovazione.

La tua vocazione è quella di diffondere la professione che svolgi e le sue opportunità alle nuove generazioni. Parlaci dei progetti Code Club, Donne 4.0 e le trasferte che affronti per fare cultura tecnologica e ispirare il futuro.

Credo profondamente che la tecnologia sia “di tutti e per tutti”: più la conosciamo, più possiamo usarla in modo consapevole, senza timori né abusi e questo è ancora più importante oggi, con l’accelerazione che stiamo vivendo.

Per questo mi impegno in progetti di divulgazione e formazione. Con Code Club ci incontriamo una o due volte al mese nelle biblioteche di Milano per programmare insieme ai bambini in modo che imparino il pensiero computazionale attraverso il gioco, con attività pratiche. Abbiamo anche partecipato a una trasferta a Cambridge, in occasione dell’incontro annuale dei membri dei Code Club, per confrontarci con la community internazionale, scambiare idee e portare a casa nuovi spunti da replicare sul territorio.

Sono inoltre appena entrata a far parte di Donne 4.0 perché ne condivido la visione: promuovere l’accesso alla tecnologia e alle sue opportunità, con un’attenzione particolare alle donne, dove il divario è ancora evidente. In generale, ogni occasione in cui posso raccontare la tecnologia, renderla più comprensibile e ispirare qualcuno è per me un modo concreto di “fare cultura” e contribuire al futuro.

Tag tematici: Innovazione She SPS Italia

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