Riapro. Il progetto del Politecnico di Bari per la riconversione delle produzioni

Riapro. Il progetto del Politecnico di Bari per la riconversione delle produzioni

Il progetto che supporta le realtà italiane nella conversione della propria attività per la produzione di dispositivi utili ad affrontare e contenere la diffusione del Coronavirus.

Bari, 27 marzo 2020. Il Politecnico di Bari ha costituito un gruppo di lavoro che fornisce indicazioni utili alle aziende che vorrebbero convertire la loro attività nella produzione di dispositivi per affrontare e contenere la diffusione del Covid-19, da destinare alla popolazione e al personale sanitario.

La risposta delle imprese è stata massiccia: in dieci giorni sono arrivate 165 domande da tutte le province pugliesi ma anche da altre regioni, come Basilicata e Campania. Per la maggior parte si tratta di piccoli produttori dei settori tessile, confezionamento, lavorazione di materiale plastico.

"Stiamo facendo una ricognizione delle capacità produttive di queste aziende - spiega il rettore del Politecnico, Francesco Cupertino - per poter arrivare rapidamente ad un prodotto sicuro e di qualità".

Il gruppo di lavoro, chiamato RIAPRO (Riconversione Aziendale per la Produzione di DPI) è formato da docenti, ricercatori e imprenditori e lavora in collaborazione con la Regione Puglia e con tutte le autorità competenti.

I primi campioni sono già in fase di realizzazione. "In questo momento difficile, abbiamo messo le nostre competenze a disposizione della Regione e del Paese – dice il rettore Cupertino - per dare un contributo alla gestione dell’emergenza. Stiamo gestendo una quantità enorme di richieste - aggiunge il rettore - nonostante le difficoltà del momento, mentre siamo contemporaneamente impegnati a garantire in modalità telematica lezioni, sedute di laurea, segreterie studenti e ogni altra attività didattica, di ricerca e di rapporti con il territorio, con un grande sforzo del nostro personale".

Per consentire un rapido scambio di informazioni e buone prassi, è stata anche costituita una cabina di regia a livello nazionale, della quale fanno parte i rettori di numerose università, da Nord a Sud.

In Puglia, come in altre regioni, c’è una forte esigenza di riconfigurazione di imprese per la produzione di sistemi di protezione, mascherine e anche tute, camici, visiere e gambali. Il Consiglio dei Ministri ha introdotto norme che semplificano la certificazione dei dispositivi, soprattutto per le mascherine filtranti destinate alla popolazione ma, per i dispositivi destinati al personale sanitario, è necessaria una autorizzazione a produrre da parte di ISS (Istituto superiore di sanità).

Il bando ministeriale dei dicasteri per lo sviluppo economico, dell’Università e Ricerca e dell’Innovazione stimola il ruolo delle Università come laboratori per la certificazione della conformità tecnica e a livello locale il Politecnico di Bari sta lavorando a stretto contatto con l’Università di Bari, per tutti gli aspetti chimico-biologici e medici. Intanto, la cabina di regia nazionale sta cercando di definire una linea comune alle università per la certificazione.

Allo stato attuale, il Politecnico di Bari ha messo a punto una specifica tecnica per la produzione di mascherine filtranti destinate alla popolazione, concordata con la Protezione Civile e alla quale le aziende interessate possono attenersi: http://www.poliba.it/it/ateneo/riapro-riconversione-aziendale-la-produzione-di-dpi.

Dall’inizio dell’emergenza e, in molti casi anticipando le misure più stringenti del Governo nazionale, il Politecnico ha attivato tutti i canali possibili per continuare a svolgere le sue attività istituzionali. Al momento, le lezioni sono in corso in modalità telematica. Lo stesso vale per le sedute di laurea e per il ricevimento degli studenti.

Attivo anche uno sportello virtuale di assistenza psicologica, a disposizione degli studenti e del personale, accessibile con le credenziali del Politecnico.

www.poliba.it

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