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Informazione e condivisione per le pari opportunita', l'esperienza di Lorna Vatta

18 maggio 2021
Informazione e condivisione per le pari opportunita', l'esperienza di Lorna Vatta

"Così la mia attitudine a sviluppare nuove soluzioni, combinata a un rischioso ma stimolante cambio totale di contesto, mi ha portata a lavorare sulla frontiera dell’innovazione applicata"

Dopo la laurea in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano e un anno di lavoro e studio negli USA, per 15 anni lavora per la Ingersoll Rand, multinazionale americana della meccanica avanzata, in tanti ruoli ma sempre sul fronte di product o business development.

Lavora anche in UK dove approfitta per seguire un MBA presso la Manchester Business School.

Completata l’acquisizione e l’integrazione di una media azienda italiana nel gruppo, diventa Chief Strategy & Technology Officer della Fabio Perini, leader mondiale di linee di produzione per prodotti tissue.

Nel 2013 lascia la “old economy” per seguire PMI e startup digitali altamente innovative, con prodotti interessanti per Clienti industriali che affrontano la digitalizzazione dei processi. Sono gli anni in cui nasce l’Industria 4.0, la nuova combinazione di competenze industriali e digitali la vede al centro di tanti bei progetti che la posrtano ad approdare alla gestione del progetto Centro di Competenza ARTES 4.0.

Intervista a Lorna Vatta, Direttrice Esecutiva del Competence Center ARTES 4.0.

Ci sono figure, o esperienze, che hanno ispirato il tuo percorso professionale?

Nell’anno passato in USA, mia prima esperienza lavorativa subito in un contesto molto maschile, ho conosciuto una donna davvero in gamba in un ruolo di senior marketing.  Mi sono resa conto dopo molto tempo del suo essere una role model, una mentor per me quando ho scelto un lavoro considerato molto maschile in un’azienda di uomini. Ho anche avuto alcuni uomini che mi hanno sostenuto molto nel mio percorso professionale, purtroppo o forse per caso, nessun Italiano.

Come ti sei avvicinata al mondo delle innovazioni tecnologiche e dell’industria?

E’ successo nel 2013, per caso: chiuso un ciclo di lavoro in un’azienda, invece di rientrare in una posizione di dirigenza in azienda ho deciso di prendermi un anno sabbatico e collaborare con una società di consulenza di amici e, nel frattempo, prendermi un po’ di tempo per comprendere meglio i miei talenti e le mie passioni. E’ stata la scelta migliore della mia vita lavorativa: così la mia attitudine a sviluppare nuove soluzioni, combinata a un rischioso ma stimolante cambio totale di contesto (il nuovo era molto digitale) mi ha portata a lavorare sulla frontiera dell’innovazione applicata.

Come è visto e considerato il ruolo femminile nel suo settore?

Non è visto! Purtroppo nemmeno dalle donne, ed è una terribile perdita per il Paese: chi vive questo mondo sa benissimo che valore potrebbero apportare le donne in questo campo, e che, davvero, non ci sono motivi perché non lo facciano. E in un periodo nel quale le aziende fanno fatica a trovare persone da impiegare con skill digitali e tecnologiche, sapere che la disoccupazione femminile è da record è davvero doloroso.

E' per questo che non perdo occasione, anche nel mio quotidiano, di cercare di essere un role model per tante giovani donne, ragazze, bambine.

Cosa consigli alle nuove generazioni che vorrebbero avvicinarsi al mondo dell’industria?

Di non fare scelte basate su pregiudizi, di provare, di ascoltare anche voci diverse, di donne che hanno fatto questa scelta, e di farsi una propria idea delle opportunità ache in questo ambito. Ci sono davvero ancora troppi preconcetti sul settore industriale e sui ruoli legati alle tecnologie che possono essere spazzati via semplicemente informandosi un po’. 

Di Ambra Fredella